Perché è importante studiare? Investire su sé stessi è il miglior investimento

 

Un argomento sempre più importante e in voga nella società attuale sta diventando quello dello studio e del know-how. E’ importante osservare come il mondo negli ultimi 10-15 anni sia cambiato così in fretta e continui a farlo chiedendo a noi studenti (nuove generazioni) sempre maggiori abilità, testimoniando la presenza di un sistema sempre più affamato di competenze e di conoscenze. Infatti ci troviamo in un mercato dove le aziende sono in forte competizione per acquisire più know-how nell’ottica di realizzare la prossima innovazione tecnologica; è per questo che le aziende cercano sempre personale più qualificato, più competente… personale che padroneggia più discipline, i cosiddetti multidisciplinari. Un esempio importante in tal senso è quello del“growth hacker”, una figura che negli ultimi anni ha acquisito molta importanza, tanto che diverse organizzazioni, tra cui Coca Cola, hanno deciso di sostituire il proprio CMO (Chief Marketing Officer) con una nuova figura professionale, ovvero un CGO (Chief Growth Officer), in poche parole un growth hacker.

Spesso tra i banchi delle superiori fino all’università si verifica un forte dibattito sul futuro, che coinvolge coloro che intendono proseguire gli studi e quelli che decidono di entrare nel mondo del lavoro. Si crea così una contrapposizione (più o meno fondata) tra Esperienza e Teoria, intorno alla quale molti autori e pensatori si sono, da sempre, interrogati. In verità si tratta di un campo, rispetto al quale tutti siamo chiamati, anche solo inconsapevolmente, a confrontarci.

Non ci sono sostituti per la Conoscenza” diceva Deming e dopo aggiungeva“L’esperienza non è Conoscenza. La vera Conoscenza deriva dalla Teoria”. Dunque, Deming individuava chiaramente il ruolo determinante della Conoscenza, contestualizzandola con livelli di profondità di analisi sorprendenti: la sua ricca produzione bibliografica costituisce anche una sorta di cammino verso l’approfondimento di questo concetto. Vale così la pena riprendere qualche suo passo, basandosi sul Volume “The New Economics” (Massachusetts Institute of Technology, 1996): “... Senza una teoria non avremmo niente da revisionare, nulla da imparare” … “Senza una teoria l’esperienza non ha alcun senso. Senza una teoria non si hanno domande da porre. Quindi, senza una teoria non c’è apprendimento. La Teoria è una finestra sul mondo. La Teoria porta alla previsione. Senza previsione, l’esperienza e gli esempi non insegnano nulla. Copiare un esempio di successo, senza comprenderlo con l’aiuto di una teoria, può condurre al disastro”.

In un certo senso, quindi, potremmo affermare che la Teoria insegna a fare le cose giuste. In un’epoca in cui la conoscenza va in rapida obsolescenza, la conoscenza e la teoria diventano fondamentali per rimanere al passo con i tempi.

Per capire meglio quello che finora è stato esposto, è utile prendere come riferimento una frase di Leonardo Da VinciQuelli che si innamorano di pratica senza scienza, sono come un nocchiero ch’entra in naviglio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada. Sempre la pratica deve essere edificata sopra la bona teorica”. Nel mondo moderno, questa tendenza si è diffusa sino al punto che si è arrivati a parlare di una «società della conoscenza».

In conclusione, è possibile affermare che l’utilità del sapere è illimitata. Bisognerebbe che tutti corressero verso la strada del sapere, anche per sviluppare un personale senso critico. Dunque, rivolgendosi soprattutto alle nuove generazioni, lo sviluppo di conoscenze e di competenze risulta sempre più determinante per presentarsi ed affermarsi nel mondo del lavoro.

Citando il titolo di un video di Montemagno, famoso youtuber e imprenditore digitale:I poveri hanno grandi televisori i ricchi hanno grandi librerie”.